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lunedì 23 giugno 2014

"Blog Tour di "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia" di Ilaria Pasqua, con Giveaway! SESTA TAPPA

Salve a tutti!! Ecco la sesta tappa del Blog tour de "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia" di Ilaria Pasqua, libro che mi è piaciuto molto ed ho recensito QUI.

“Si possono cancellare i ricordi, forse, ma ciò che abbiamo vissuto ritorna sempre a tormentarci, in una forma o nell’altra”






















TITOLO: "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia"
AUTORE: Ilaria Pasqua
GENERE: Distopico/Urban Fantasy
PAGINE: 292
PREZZO: 1.99 €
FORMATO: Ebook (epub, pdf, mobi
EDITORE: Nativi Digitali Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 maggio 2014
LINK PER L'ACQUISTO: http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/il-mondo-di-nebbia/
TRAMA: Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città.
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di "girare a vuoto", e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate... sarà l'incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient'altro che un'illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?
"Il mondo di nebbia", ora con un nuovo editing, è la prima parte della trilogia fantasy-distopica "Il Giardino degli Aranci". Ilaria Pasqua ci guida in un mondo ricco di misteri, una realtà che sembra annullare i ricordi dolorosi, ma che nasconde molte ombre. Sarà la strana brigata di Aria, Will ed Henry, unita da una forte amicizia (ma non solo) a squarciare i veli della nebbia?


IL BLOG TOUR
Il Blog Tour di
"Il Giardino degli Aranci - Il mondo di Nebbia" vi presenterà, in dieci tappe, i primi due capitoli del romanzo divisi in estratti ognuno dei quali sarà pubblicato da un blog differente. Ad ogni tappa del blog tour sarà associato un Giveaway della durata di una settimana, che in cambio di un mi piace alla pagina Facebook dell'editoreNativi Digitali Edizioni e del blog ospite vi dà la possibilità di vincere una copia dell'ebook (in .epub, .mobi o .pdf, come preferite) per ogni singola tappa! Altre azioni social come un tweet o l'iscrizione a una mailing list danno più punti per aumentare la possibilità di essere estratti tramite l'applicazione Rafflecopter, che decreterà il vincitore. In questo modo, se la fortuna non è dalla tua durante una tappa potrai riprovare in quelle successive!


L'ESTRATTO
L’edificio scolastico era stato da poco rimodernato, eppure non sembrava. Cambiare le vetrate e aggiungere mattoncini sulla facciata non si può chiamare rimodernamento, pensavano un po’ tutti i ragazzi. E poi era l’interno quello che sarebbe dovuto cambiare. Le aule erano state ridipinte ma l’arredamento era quello di sempre: sedie di plastica, banchi di legno scheggiati, crepe qua e là che non erano state fatte scomparire.
Ciò su cui si erano concentrati gli sforzi era stata l’installazione di nuovi portali agli ingressi, più numerosi e, di conseguenza, più minacciosi.
“Che scocciatura. Perché ci tengono tanto?” chiese Aria calciando un sasso.
“Perché come sai, trattenere gli incubi nuoce alla salute peggio del fumo” rispose Henry alzando le sopracciglia. “È così, non fare quella faccia”.
“Alla fine non possiamo saperlo se è così, visto che ce ne liberiamo” rispose infastidita Aria gesticolando.
“Vorresti provare?” Henry si era innervosito. “Perché non provi e non ti fai ammazzare? Eh? Che dici?”
Aria, che fino a quel momento stava camminando, si bloccò sul posto e si voltò verso di lui: “Vorrei avere almeno la possibilità di provare e vedere con i miei occhi se è vero” disse a voce bassa cercando di non mostrare il fastidio che provava.
“Che bisogno c’è, non ti fidi? Se dicono che fanno male, è così. Perché diavolo uno vorrebbe rischiare la vita!” disse Henry.
“Non lo so”. Ed era vero, Aria non capiva perché provasse quel desiderio, non sapeva se la sua fosse semplice curiosità o qualcos’altro, una spinta in una direzione che non conosceva.
“Ehi”, Henry prese per una spalla la ragazza che fissava la facciata dell’edificio persa nei suoi pensieri e la voltò verso di lui. “Fammi questo favore. Non ci provare mai, ok?” disse con voce dolce ma venata da una reale paura, come chi sta guardando un profondo dirupo dall’alto. “Ti prego” aggiunse cercando i suoi occhi che guardavano il punto in cui l’edificio toccava il cielo.
“Sì, ok” rispose lei abbassando gli occhi sulla finestra della sua classe.
Will era in piedi dietro il vetro e la guardava, come se stesse ascoltando.
“Tanto non potrei comunque” sussurrò poi dirigendosi verso l’ingresso. “Vieni dai”.
I ragazzi passarono in due dei portali e proseguirono. Non avevano rivelato incubi.
Aria ripensò a quella volta in cui uno dei loro compagni aveva tentato, per gioco, di passare attraverso il portale con un incubo ben nascosto. I suoi, ricordava, solitamente assumevano la forma di un porta sigarette, qualcosa che era facile nascondere nelle tasche, anche se lui lo teneva nei calzini, e così fece.
Il ragazzo passò fischiettando, mascherando il timore, mentre gli amici gli gridavano alle spalle di lasciar perdere.
Appena il piede del ragazzo varcò il portale, una serie di scariche luminose lo avevano colpito, paralizzato, liberato dell’incubo e rigettato indietro.
A quanto pareva, perché l’uomo non subisse danni, l’incubo doveva essere consegnato spontaneamente, dalle stesse mani del possessore. E i punti di raccolta servivano proprio a evitare che i cittadini si facessero del male.
Nessuno potrebbe strapparmelo dalle mani, ricordò di aver pensato Aria quel giorno. Solo i portali fuori dagli edifici pubblici potrebbero farlo con la forza. Se non esistessero, niente mi impedirebbe di tenerli, non capì perché di colpo le era venuto da pensare a una cosa del genere.
Il loro compagno era rimasto in ospedale per tre settimane. L’effetto collaterale del portale era stato devastante. Il ragazzo non faceva altro che urlare a ogni risveglio. L’incubo, dopo quel giorno, gli procurava un dolore fortissimo, come se ogni osso del corpo si spezzasse e nello stesso momento si ricomponesse paralizzando ogni muscolo. Anche il sonno era travagliato, faticoso, convulso, frenetico, come se si fosse costretti a salire una montagna con un peso insopportabile sulle spalle e poi, una volta in cima, si venisse spinti giù e si rotolasse tra aghi appuntiti, fino a giungere inermi su una superficie d’acqua gelida.
Questo raccontò il compagno ad Aria, il giorno in cui lei andò a trovarlo in ospedale. La ragazza si vergognò molto per la motivazione che l’aveva spinta ad andare a trovarlo, sapeva che era stata la curiosità più che la preoccupazione.
Quando vide il suo compagno, ad Aria sembrò che non fosse più lo stesso, come se gli avessero strappato un pezzo di anima, e questo rafforzava quell’impressione sugli incubi.
“Anche quello è un pezzo di noi, e noi ce ne priviamo con così tanta facilità” si diceva Aria. “È un peso, questo è vero. Un gravoso peso, ma è sempre un prodotto del nostro inconscio, di noi stessi. Non dovremmo gettarlo via”. La ragazza si sentiva sempre più in colpa per quella sensazione di sollievo che provava nel liberarsene, eppure in quel poco tempo che ci passava assieme percepiva altro, oltre all’inevitabile peso, ma non aveva mai avuto il tempo di analizzarlo, perché se ne dimenticava ogni volta che si lasciava alle spalle il punto di raccolta.
Le fece effetto vedere il compagno ridotto in quella maniera. Dopo non seppe più che fine avesse fatto, non tornò a scuola né lei se ne interessò. Quella cosa l’aveva spaventata e non voleva affrontare ciò che al ragazzo era successo.
Quando Aria l’aveva raccontato a sua nonna, lei aveva riso, poi con sguardo serio e con un approccio completamente diverso, l’aveva convinta a non andare più a trovarlo, a pensare agli affari suoi. Forse era morto o non era riuscito a riprendersi, della seconda possibilità era più che certa.
Ti è piaciuto? Scopri di più sul sito di Nativi Digitali Edizioni
Rimani aggiornato sulle prossime tappe del BlogTour partecipando all'evento su Facebook!

COME PARTECIPARE AL GIVEAWAY

Per vincere una copia in formato epub e pdf di "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia" è sufficiente partecipare al Giveaway su Rafflecopter
Regole del giveaway: è possibile partecipare dal 23/06 al 29/06.
In base agli "obiettivi" che completate vi verranno assegnati dei "punti", ognuno dei quali aumenta le probabilità di estrazione
Obiettivi da completare:
- Mettere mi piace alla pagina facebook di Nativi Digitali: 2 punti (obbligatorio)
- Mettere mi piace alla pagina facebook del blog ospitante: 2 punti (obbligatorio)
- Mettere mi piace alla pagina facebook dell'autrice Ilaria Pasqua: 2 punti (non obbl.)
- Tweet personalizzato: 2 punti (non obbl.)

Il giorno successivo allo scadere del Giveaway, Nativi Digitali Edizioni contatterà il vincitore sul contatto email o al profilo facebook che avete inserito per partecipare!
In bocca al lupo!

Data
N. Tappa
Blog ospitante
19-25 maggio
Prima
26-01 giugno
Seconda
02-08 giugno
Terza
09-15 giugno
Quarta
16-22 giugno
Quinta
23-29 giugno
Sesta
Tappa attuale
30-06 luglio
Settima
07-13 luglio
Ottava
14-20 luglio
Nona
21-27 luglio
Decima


a Rafflecopter giveaway

E, con questo, il post è finito ^^.
Cosa ne pensate dell'estratto?
Parteciperete al giveaway?

giovedì 17 aprile 2014

4a tappa Blog tour Reborn: estratto e booktrailer!!!



Buon pomeriggio a tutti, eccomi con una nuova tappa di un nuovo blog tour, quello di Reborn di Miriam Mastrovito!!
Nel post precedente ne avevo fatto la segnalazione!!
La tappa ospitata da Toccare il cielo con un libro consiste in un estratto e nel booktrailer del libro.
Quindi, ecco qui!!!

 ESTRATTO

Fu il rumore della pioggia a destarla prima ancora che suonasse la sveglia. Elga si stropicciò gli occhi con indolenza. Le tempie le pulsavano, si sentiva stanca come se non avesse riposato affatto.
Il cielo plumbeo e quell’odioso ticchettio sui vetri non promettevano nulla di buono, non a lei che detestava le giornate piovose.
Barcollando scese le scale e si diresse in cucina. Un caffè caldo e un’aspirina l’avrebbero aiutata a carburare. Non realizzò subito di non essere sola. In un primo momento, la penombra in cui era immersa la stanza fece sì che l’oscura sagoma si confondesse nel gioco d’ombre alimentato dalle bambole, assiepate ovunque. Mentre cercava il tasto dell’interruttore, si udì un fragore potentissimo e un lampo illuminò l’ambiente. Fu allora che la vide.
Una bambina sedeva alla sua tavola ed era intenta a mangiare avidamente la sua torta.
Non si scompose vedendola entrare, si limitò a sollevare il viso, era tutto sporco di cioccolata. Sorrise con la bocca piena fissandola con un paio di occhi blu.
Elga rimase come impietrita, batté le palpebre confusa quasi che il gesto potesse cancellare quella visione onirica. Perché solo di questo poteva trattarsi… accese la luce, aprì e chiuse gli occhi ripetutamente ma la bimba restò lì. Poteva avere dieci anni, tanti quanti ne contavano le candeline. Non fosse stato per i capelli lisci e neri, per le iridi di un altro colore, per la magrezza delle braccia…
Scosse la testa con violenza nel tentativo di scacciare quel pensiero folle.
«Come hai fatto a entrare?» chiese invece dando voce alla supposizione più logica.
Lei le rivolse un’occhiata interrogativa.
«Chi sei e cosa ci fai in casa mia?» rilanciò la donna balbettando.
L’ostinato silenzio dell’altra la inquietò e la indispettì allo stesso tempo. «Non mi hai sentita? Perché non mi rispondi? Il gatto ti ha mangiato la lin…»
«Mammina…» la risposta fluì simile a un’implorazione dalle sue labbra mentre gli occhi le si gonfiavano di lacrime.
«No.» Elga fu scossa da un tremito. «No» ripeté scuotendo il capo sempre più forte.
La piccola si alzò dalla  sedia visibilmente turbata. «Mamma stai bene?» chiese andandole incontro.
Istintivamente lei si ritrasse, si appiattì contro la parete intenzionata a evitare qualsiasi contatto. «Non chiamarmi mamma» intimò. Non aveva idea di cosa diavolo stesse accadendo ma allo stupore iniziale si stava sostituendo un senso di rabbia misto a paura strisciante. «Io non sono tua madre.»
A quell’affermazione la bambina scoppiò in singhiozzi. «Perché fai così? Mammina…» incurante di qualsiasi avvertimento si lanciò sulla donna, la strinse in un abbraccio striandole il pigiama di scuro.
Elga saltò come colpita da una scossa elettrica. Chiunque fosse quella sconosciuta, era una persona in carne e ossa. Percepì con chiarezza  la consistenza del suo corpo e anche la forza della sua stretta, inimmaginabile vista l’esilità del fisico. Si allontanò decisa a mantenere le distanze. «Non toccarmi» l’ammonì. Trasse un lungo respiro, poi aggiunse: «Adesso per piacere dimmi chi sei e cosa ci fai qui.»
«Rea. Sono tua figlia, non mi riconosci?» il suo tono carico di sconcerto e preoccupazione.
«Rea?» la donna ripeté quel nome con lentezza, come si trattasse di una parola aliena. «Ok, se è uno scherzo sappi che non mi piace per niente. Mia figlia è morta e io non conosco nessuna Rea.»
«Perché dici così? Mi stai facendo paura mamma!» mugolò la piccola.
La sua angoscia era tanto credibile che avrebbe meritato un Oscar se fosse stata frutto di una recita. Eppure non poteva essere altrimenti. Evidentemente qualcuno aveva orchestrato quella messinscena per farsi beffe di lei. Chi e a quale scopo Elga  non avrebbe saputo dirlo, ma non riusciva a immaginare altre spiegazioni possibili per quel che stava accadendo e, man mano che quella convinzione si faceva strada nella sua testa, la collera cresceva.
«Risposta sbagliata. Chi ti manda non ti ha istruita bene. Mia figlia si chiamava Martina.»
«Sono io tua figlia…»
«Adesso basta!» Elga la afferrò per un polso e la trascinò con sé verso la mensola del camino. Era piena di bambole come qualsiasi ripiano in quella casa, ma tra l’una e l’altra spiccavano un paio di portafoto in legno. Ne agguantò uno a caso e lo porse all’intrusa.
«Lei è Martina. È l’unica figlia che abbia mai avuto e non ti somiglia per niente.»
Prima di prenderlo la bambina si pulì le mani sull’abitino bianco che indossava, osservò la fotografia per qualche minuto senza fiatare, poi la restituì voltandola in modo che anche l’altra la vedesse.
L’immagine la colpì con la violenza di uno schiaffo. Martina era seduta nel suo laboratorio, sembrava una bambola tra le bambole, e sorrideva proprio come nella vecchia foto su cui Elga aveva pianto un milione di volte, solo che… non era lei. La persona immortalata dallo scatto era identica all’estranea che aveva di fronte. […] (brano tratto da Reborn)


BOOKTRAILER


Come vi sono sembrati? Interessanti?
Vi riporto il calendario delle tappe e ricordo che c'è un giveaway in corso: i premi saranno una copia cartacea del romanzo e due ebook!!
Commentando le tappe verrete inseriti nell'estrazione finale!!!


IL CALENDARIO



Spero abbiate trovato il post interessante!!!
A presto con la recensione di Rebel Belle ed un piccolo post più o meno random!!!!

mercoledì 5 marzo 2014

Blogtour Hernest vs. Breaking Destiny tappa 2 - Intervista su Breaking Destiny




Buongiorno a tutti!!
Oggi ho l'onore di ospitare la seconda tappa del blogtour Hernest vs. Breaking Destiny.
Qualche informazione prima di cominciare:
- il blogtour si svolgerà dal 26 febbraio al 16 aprile, con otto tappe su otto blog diversi
- non sarà un normale blogtour, infatti i due libri (Hernest e Breaking Destiny) gareggeranno uno contro l'altro!!
- il vincitore tra i due sarà scelto dai partecipanti
- per partecipare si deve condividere uno dei due banner (facoltativo) e comunicare con un commento QUI il romanzo per cui si vota
- il calendario: 



- i premi sono:
1.Un romanzo a scelta tra i due
2. Il romanzo non scelto
3. Un buono regalo Amazon da 5€

- per vincere si devono accumulare più punti possibile. In caso di spareggio, si utilizzerà il sito Random.org per una scelta casuale.
- ogni commento vale 10 punti, 15 se articolato. 5 punti in più per chi partecipa utilizzando i banner

Chiunque partecipi commentando le tappe riceverà un regalo, il racconto inedito Pidgin, confezionato apposta per l'occasione, previa richiesta per email copia-incollando il link del primo commento fatto!!

Come alcuni di voi sapranno, quest'estate ho letto Breaking Destiny, che l'autrice ha scritto sotto lo pseudonimo di Nadia Arabeschi, e l'ho adorato.
Così, quando Prisca mi ha chiesto di ospitare questa tappa del blogtour ne sono stata più che entusiasta, mi sarei potuta togliere un po' di curiosità sul libro *____*

Titolo: Breaking Destiny
Autore: Nadia Arabeschi / Prisca Turazzi
Casa editrice: ePubblica
Prezzo: 1,99 € ebook
Pagine: 147
Trama:
E se potessimo cambiare il passato?
Quando Jahn me lo chiese, non gli diedi retta. Eravamo in un manicomio, dopotutto. Aveva detto cose ben più strane, prima di allora.
Nulla mi avrebbe preparata a un vero salto nel passato - in realtà, ci sono precipitata. Un salto di nove anni.
Sono Isobel Wagner, nata nel 1999 e morta nel 2008.
E sono anche Isobel Heiriechs, senza un passato ma con un futuro da riscrivere.
Questa è la mia storia e comincia dal 31 dicembre 2017.


Passiamo all'intervista.
Doveva essere relativa unicamente a Breaking Destiny, ma diciamo che mi sono allargata un po' e ho fatto domande su questo, Hernest e anche generali.
Comunque Prisca ha risposto in un modo fantastico e vi consiglio assolutamente di leggere le sue risposte!!

1. Ciao, Prisca, e benvenuta su Toccare il cielo con un libro. Ti andrebbe di presentarti ai lettori?
Ciao, Bianca. Grazie mille per l'ospitalità, innanzitutto. Non c'è molto da dire: mi chiamo Prisca Turazzi, studio Psicologia e scrivo romanzi e racconti di vario genere.

2. Come è nata l'idea di Breaking Destiny e cosa ti ha portata a farla diventare un progetto reale?
L'idea è nata dal fascino che i viaggi nel tempo e i paradossi narrativi mi hanno sempre suscitato. Adoro sperimentare strutture così articolate, è stimolante. Essendo Breaking Destiny solo il mio primo romanzo pubblicato sotto pseudonimo, avevo già alle spalle tanti altri progetti. Di conseguenza a spingermi è stata la passione per la scrittura e la smodata curiosità. Era un buon soggetto, interessante da sviluppare e spero di averlo scritto al meglio.

3. Sono una romanticona e non potevo proprio non porti questa domanda. La relazione tra i due protagonisti è piuttosto complicata. È stato difficile, per te, svilupparla?
È stato difficile trovare un giusto equilibrio. Siamo abituati a certi romanzi in cui i protagonisti si innamorano subito e, spesso e volentieri, finiscono a letto insieme troppo presto. Da parte mia, ho preferito una relazione più delicata e intrecciata al senso di unione dei sopravvissuti: per intenderci, dapprima sono legati solo dalla situazione straordinaria e, anzi, Isobel è persino costretta; poi, cominciano ad affezionarsi e a essere complici. Nelle prime revisioni, invece, erano più passionali. Ho tolto la scena di sesso, non credo dispiaccia a qualcuno.

4. Hai dovuto fare molte ricerche durante la stesura del libro?
Ammetto che avrei dovuto farne di più, di sicuro. Se lo scrivessi ora sarei maniacale. Ai tempi, invece, ho preferito lasciare alle ambientazioni un'atmosfera rarefatta e indistinta. Ho giusto cercato dei riferimenti delle città, come la stazione e le scuole.

5. Parlaci un po' di Hernest. Ne ho letto la trama e sembra interessante.
Grazie mille, spero l'abbiano pensato tanti altri. Hernest è il mio romanzo d'esordio ufficiale e ha come protagonista Madison, che viene importunata da un uomo sconosciuto. L'amica Amanda la obbliga a nascondersi dal fratello Hernest, affetto dalla Sindrome di Asperger. La parte romance della storia gioca sugli incontri/scontri tra Madison e Hernest, costretti a convivere contro la loro volontà. Una convivenza fatta di fraintendimenti, segreti, fantasmi del passato. Al romance si intreccia una trama thriller, con l'onnipresenza di quell'uomo sconosciuto, che spero possa suscitare suspance nel lettore.

6. Le storie che scrivi non hanno temi semplici. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
Come ho detto, la curiosità è la prima condanna. Creare storie significa anche esplorare situazioni, personaggi, dialoghi. È importante essere stimolati da questa brama di conoscenza, perché permette di approfondire anche temi importanti, come la diversità, la responsabilità, l'umanità. È importante anche avere qualcosa da offrire al lettore altrettanto ansioso di essere guidato in contesti straordinari.

7. Cosa cerchi assolutamente di evitare nei tuoi romanzi e cosa assicuri ai lettori che non sarà presente in essi?
I cliché sono il mio peggior nemico, cerco di limitarli al massimo e man mano che la mia carriera continua cerco di trovare nuove soluzioni e nuovi percorsi narrativi. Non posso dire di poter assicurare la loro assenza, perché è impossibile, ma nel mio intento cerco di usarli con cognizione di causa quando devo.

8. Cosa, invece, cerchi di aggiungere sempre e quali credi siano gli elementi necessari all'interno di un buon libro?
Gli elementi di un buon libro si sanno: una narrazione scorrevole e coerente, una struttura solida, personaggi ben costruiti. Di mio c'è soltanto l'impegno sincero a creare un romanzo che possa appassionare e lasciare quel qualcosa in più e la costanza nel renderlo al meglio delle sue capacità. Questo è il mio dovere verso i lettori.

9. La cover di Breaking Destiny ed Hernest sono bellissime. Hai contribuito alla loro creazione? E, se sì, a cosa ti sei ispirata?
Ho trovato l'opera di Kimmy York su DeviantArt quando ancora consideravo l'opzione del selfpublishing e l'ho sottoposta poi al team di ePubblica, che si sono occupati di adattarla perché diventasse la cover definitiva. La cover di Hernest, invece, è stata commissionata a Elisabetta Baldan da me con il consenso di Alcheringa Edizioni. Il soggetto che avevo proposto non era fattibile, ma Elisabetta ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità grafica nel proporre come soluzione alternativa la cover che poi è stata scelta ed elaborata da Alcheringa.

10. Ultima domanda: gli esordienti sono veramente molti. Cosa credi che i tuoi libri possano dare ai lettori?
Una nuova prospettiva su alcuni temi, spunti su cui riflettere e una storia che li appassioni: almeno questo è quello che spero, il mio intento ogni volta che comincio a scrivere. Sì, gli esordienti sono tanti, forse troppi. È impossibile pensare di poter tenere il passo con quanti romanzi vengono pubblicati. Se aggiungiamo i self, ci vorrebbe una vita per recuperarli. Sono molto affezionata agli scrittori emergenti, vorrei avere le giornate da ottanta ore per poter leggere più esordi. Purtroppo, non è possibile.

La mia tappa di questo magnifico blogtour è terminata!!
Ringrazio infinitamente Prisca per avermi coinvolta in questo progetto e vi invito con tutto il cuore a partecipare!!
A presto!!!!

lunedì 8 luglio 2013

Blog Tour Oltre i confini di Noemi Gastaldi.Presentazione del libro

Salve!
Oggi vi voglio presentare il libro Oltre i confini di Noemi Gastaldi tramite questa tappa del Blog Tour.
Qui, a destra, potete trovare i link alle altre tappe.


Titolo: Oltre i confini.Il tocco degli Spiriti Antichi
Autore: Noemi Gastaldi
Casa Editrice: Youcanprint
Prezzo: 7,90 € cartaceo, 0,99 € ebook
Pagine: 318
ISBN: 978 - 1482743395
Trama:
“- Non sai chi sono? Allora non puoi liberarmi! - disse la bambina, pestando i piedi sul pavimento
con rabbia. - Cerca di sbrigarti a capire come funzionano le cose, o diventerai come me! E non è
divertente! - aggiunse ancora, prima di sparire dalla vista di Lucilla.”
Lucilla soffre di allucinazioni fin da quando era molto piccola, si è talmente abituata alla situazione
da reputarla normale. Non ha idea del rischio che sta correndo.
Ha ormai ventidue anni, quando l’ossessione per una ragazza misteriosa di cui è innamorata fin dai
tempi dell’adolescenza, la spinge a confrontarsi con una realtà che ha sempre rifiutato: la realtà
materiale e quella immateriale, sono separate da un velo sottile, e lei è una di quelle poche persone
capaci di squarciare questo velo.
Francesca è consapevole di questo già da molto tempo, ma non le basta: è alla continua ricerca di
nuove conoscenze, determinata ad accrescere il suo potere; saranno proprio le sue ricerche a farle
incontrare Lucilla, nei vasti territori oltre i confini.
Nessuna delle due, però, immagina quello in cui saranno coinvolte: dopo una lunga era di
equilibrio, i potenti Spiriti Antichi stanno per scatenarsi gli uni contro gli altri, coinvolgendo coloro
che hanno subito il loro tocco…

Il racconto di Fantasy, personaggio non protagonista di “Oltre i confini – Il tocco degli Spiriti
Antichi”

Mi è stato tolto tutto, anche quello che non sapevo di avere.
Sono passati trecento anni, ormai, da quando ho iniziato a vagare sola tra le terre oltre i confini.
Sapevo bene di essere morta, sul fatto che la vita fosse uscita dal mio corpo, non avevo mai avuto
dubbi; quel che non riuscivo a capire, era perché mi sentissi ancora così viva: avevo sogni, desideri,
emozioni.
Il giorno in cui incontrai Elisabeth, pensai che tutto avesse un senso: doveva essere il paradiso,
quello in cui mi trovavo, avrei vissuto in eterno un sogno meraviglioso. Lei mi aveva messa in
guardia: “io non sono come te”, “io non sono uno spirito”… Lo ripeteva in continuazione, ma io
non ci davo peso: volevo vivere il mio sogno. Ogni giorno attendevo il suo arrivo sulla spiaggia,
contavo le onde del mare, sorridevo al vento, fantasticavo: ora è tutto molto chiaro, ma all’epoca
non sapevo cosa mi stesse accadendo.
Cos’era mai, quella piacevole vertigine, che provavo ogni volta che lei compariva?
Ero innamorata, ero innamorata di Elisabeth! Dopo una vita così breve, così chiusa… Non l’avevo
capito, sapevo solo di essere felice per il semplice fatto che quella donna esistesse.
Elisabeth, invece, felice non lo era mai; avrei tanto voluto aiutarla, ma che potevo fare? Lei veniva
da me, piangeva, mi raccontava della sua casa infestata da perfidi spettri con il volto da bambini…
La nostra spiaggia era il suo angolo di tranquillità, il posto in cui credeva di non aver nulla da
temere.
Non avevamo idea, di quanto ci sbagliassimo: quello che credevo essere il mio paradiso privato, era
dominio di un potente Spirito Antico, del quale io ed Elisabeth non conoscevamo l’esistenza.
Quando la donna che amavo sparì nel nulla dopo avermi accusata di non esistere, il paradiso
divenne inferno.
Ero sola, triste, arrabbiata: mi ripetevo che non esistevo, che ero solo fantasia. E’ stato in quel
momento, che ho iniziato a farmi chiamare “Fantasy”: ero fantasia, nient’altro, non avevo più
ragione di esistere.
Smisi di dare confidenza agli spiriti dall’aspetto umano che incontravo sulla faccia immateriale
della realtà, ma in compenso, mi accorsi di avere una sorta di legame con uno spirito dall’aspetto di
bestia, uno splendido cigno reale; bastarono uno sguardo ed un semplice contatto fisico, fui travolta
per la prima volta da quella che, nella realtà oltre i confini, chiamiamo ibridazione. Un’emozione
sconvolgente, non comparabile a nulla che conoscessi: due esseri che si fondono in uno, mettendo
in comune il proprio cuore. Con il passare degli anni, imparai molto dalle bestie: alcune mi erano
affini, altre no. Ognuna portava un sapere che lentamente diventava mio.
Il tempo è passato più in fretta di quanto credessi, ed io ho appreso molte cose: vivo nella terra delle
Rocce Antiche, dominio dell’Antico Spirito Alchimista. Sono una Viator, una creatura in grado di
viaggiare tra due mondi… o meglio, lo ero; sono una Viator Lucis, ormai, lo spirito di una Viator,
quel che ne resta dopo la morte del corpo.
La mia Elisabeth, lei era una Viator, solo che non lo sapeva. Ogni volta che ci ripenso, vorrei che
non mi avesse mai incontrata: forse, se io non le avessi permesso di perdere tempo a compiangersi,
lei avrebbe sperimentato l’ibridazione, avrebbe appreso quel che le occorreva, non sarebbe stata
giustiziata dallo Spirito Antico. Ora il suo corpo è morto, il suo spirito è perduto.
Ma come dicevo, sono passati trecento anni: non voglio vivere nel passato, e il mio presente porta il
nome di Lucilla.
Non ho avuto troppe difficoltà ad imparare la sua lingua ed a farmi un’idea di come sia cambiato il
mondo materiale, ora che ci vive lei. A differenza di Elisabeth, Lucilla è destinata a me: spero tanto
che lei lo comprenda presto. Quel che ancora non so, è se riuscirò a difenderla da lui, lo Spirito
Antico. Farò tutto ciò che è in mio potere, per non farmela portare via: ora è lei, la mia ragione di
esistere.

Potete acquistare il libro, presto anche in brossura, negli store online.
Il sito dell'autrice:
http://mondinoemi.altervista.org/home.html

Che ne pensate?
Vi incuriosisce?

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